La produttività richiede ordine, ma anche libertà

La produttività richiede ordine, ma anche libertà


No, un’impresa non può lasciare i propri processi al caso.

E questo vale per ogni tipo di organizzazione: le dinamiche interne vanno governate in maniera consapevole, così da stroncare sul nascere (o eliminare) quei colli di bottiglia che limano i profitti, deludono i clienti, scoraggiano chi lavora.

Bonita Soft, società francese di consulenza con un raggio d’azione internazionale, ha condotto uno studio per evidenziare cosa compromette la produttività aziendale. E proporre qualche rimedio.

Businessman looking at city through drawing business strategyQuei problemi che ostacolano la produttività

Secondo i 190 addetti ai lavori intervistati, la produttività peggiora principalmente quando, nell’ordine:

  • i processi interni sono confusi;
  • il team è sottodimensionato rispetto alle esigenze;
  • i processi avviati sono troppi;
  • i membri del team non rispettano le scadenze;
  • la tecnologia è impiegata in modo rigido;
  • i processi attivi non sono sufficienti.

I danni sono enormi. E non solo in termini economici

Le conseguenze, materiali e immateriali, sono devastanti: malumori nel team, scadenze rinviate a data da destinarsi, clienti disaffezionati, controversie legali e profitti che si assottigliano.

Gli intervistati hanno le idee chiare anche sulle cause dell’inefficienza: che a volte dipende da un’insufficiente comunicazione interna, Comunicazione interna e produttività 2coi reparti che non riescono a dialogare perché mancano canali adeguati o semplicemente la volontà di confrontarsi; o da una formazione inadeguata, segno che in azienda si presta scarsa attenzione alla trasmissione consapevole di saperi e conoscenze.

In altri casi, più prosaicamente, è stato accettato un carico di lavoro eccessivo per le dimensioni del team; oppure sono stati commessi errori nella pianificazione dei processi interni, talvolta scarsamente definiti, o nella selezione e gestione delle informazioni, col risultato che chi decide non conosce tutto ciò che gli servirebbe sapere.

I rimedi: dalla chiarezza degli obiettivi a una formazione rigorosa

Le soluzioni proposte dagli intervistati (ma anche da altre autorevoli voci) per rafforzare la produttività sono diverse.

Noi le abbiamo riassunte così, a mo’ di consiglio rivolto a chi dirige un’organizzazione:

  • stabilire obiettivi precisi e imprimere una direzione chiara, in modo da motivare la forza lavoro e mantenerne lo sguardo rivolto al futuro;
  • semplificare i processi decisionali e garantire maggiore libertà d’azione al team (le decisioni strategiche spettano alla dirigenza; le altre possono essere demandate agli altri membri dell’organizzazione per renderli più autonomi e snellire il processo);
  • organizzare in modo ordinato workflow e processi interni, a partire da una definizione trasparente dei compiti giornalieri e delle responsabilità soggettive;
  • investire con maggiore consapevolezza in comunicazione interna: attraverso nuovi strumenti, wiki e continui momenti di confronto personale;
  • gestire in maniera razionale e centralizzata il patrimonio aziendale di conoscenze e informazioni, assicurando ai membri del team un accesso completo e capillare;
  • assumere nuove risorse e garantirne la corretta formazione professionale, conciliando la necessità di specializzarle con quella di renderle sufficientemente eclettiche;
  • adottare strumenti di misurazione e criteri di valutazione univoci, in modo da evidenziare con chiarezza cosa sta funzionando… e cosa no.

3 Comments

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  1. 1
    Marina

    Post molto interessante, grazie :)
    Una delle cose che più detesto è la prima in elenco: “i processi interni sono confusi”. Quanto è difficile lavorare brancolando nel buio…
    A presto!

  2. 3
    Mirko Grisendi

    Ciò che sottolinea Marina è purtroppo la consuetudine in molte aziende. Il non definire chiare dinamiche operative porta ad un rimpallo continuo di responsabilità. Il risultato sono frustrazione e scarsa qualità.

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