Un marketing data-driven esige cifre attendibili. E interpreti abili

Un marketing data-driven esige cifre attendibili. E interpreti abili


Si parla spesso di marketing data-driven. Facile capire il perché: le informazioni ricavate dalle tecnologie digitali sono sempre più numerose, precise e aggiornate.

Fino a pochi anni fa, c’era un solo pc per casa. Oggi ogni utente giostra più dispositivi, dal desktop al mobile. E li usa sempre più spesso e in forme nuove, come quelle dei social, fornendo su di sé una quantità impressionante di dati.

Non è un caso che le imprese che brillano per intraprendenza e innovazione siano spesso quelle che sanno manovrare flussi imponenti di dati.

EsperienzeMarketing data-driven: strumenti e finalità da cui imparare: Uber, Airbnb, Nestlé

Come Uber, l’app detestata dai tassisti che mette in collegamento chi ha bisogno di un passaggio con chi ha posti liberi in auto: le informazioni in tempo reale aiutano non solo ad avvicinare domanda e offerta, ma anche a decongestionare il traffico.

O come Airbnb, che fa incontrare chi cerca un alloggio per brevi periodi con chi ha stanze e appartamenti da affittare, abbattendo le spese di viaggio: anche qui i dati raccolti negli anni aiutano a migliorare il servizio e a razionalizzare le richieste.

Oltre a start up inimmaginabili fino a pochi anni fa, anche multinazionali con una lunga tradizione alle spalle hanno appreso la lezione: Nestlé, ad esempio, ha costituito un Digital Acceleration Team per monitorare e analizzare le conversazioni on line e migliorare la propria brand reputation su scala globale. Soprattutto dopo aver gestito in maniera goffa le frequenti contestazioni di associazioni ambientaliste come Greenpeace.

Le finalità di un marketing data-driven

Secondo alcune fonti, il 77% dei marketer è fiducioso nelle strategie guidate dai dati e una simile percentuale prevede di aumentarne il budget.

I maggiori investimenti in marketing data-driven si concentreranno su:

  • 69%: personalizzare in maniera più precisa offerte, messaggi e contenuti
  • 52%: modificare le strategie di sviluppo prodotti per adeguarli alle esigenze del pubblico
  • 49%: migliorare la customer experience
  • 44%: approfondire la conoscenza del pubblico attraverso un’accurata analisi dei dati
  • 44%: sviluppare modelli predittivi per orientare le scelte future.

Diversi cMarketing data-driven: strumenti e finalitàanali da portare a convergenza

Un’altra ricerca individua i canali di marketing data-driven più utilizzati per sondare il mercato:

  • 96% web analytics
  • 90% Excel
  • 65% social analytics
  • 52% mobile analytics
  • 51% A/B test e analisi multivariata
  • 49% database di SQL
  • 49% business intelligence.

Ma ce ne sono tanti altri: da integrare per delineare profili utente comprensivi, affidabili e realistici.

I dati sono sterili, senza abili interpreti

Infine stanno aumentando le aziende che assumono analisti: in due anni è raddoppiato il numero delle imprese che dichiarano più di cinque addetti allo studio dei dati.

Non sempre però è facile trovare competenze adeguate: non tutti si rivelano capaci di adoperare gli strumenti d’analisi, definire modelli statistici, ottimizzare processi interni e tassi di conversione.

Perché il marketing data-driven è una miniera inesauribile, ma difficile da esplorare.

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