Creatività e innovazione in azienda

Creatività e innovazione in azienda


Di solito, quando pensiamo all’arte o alla scienza, siamo affascinati dalla figura del singolo. E consideriamo genio e talento qualcosa di unico, individuale.

Ma genio e talento difficilmente possono fiorire in un terreno poco fertile e povero di stimoli. E il compito di una leadership di valore è proprio di arare questo terreno, guidando creatività e innovazione.

Un genio collettivo che emerge dal basso

In un’interessante Ted Conference di qualche tempo fa Linda Hill, docente di Business Administration ad Harvard, sostiene che guidare l’innovazione non significa forgiare una prospettiva a senso unico e calarla dall’alto, ma far emergere dal basso idee e proposte, creando uno spazio di condivisione dove tutti possano contribuire. Anche chi non svolge professioni tradizionalmente definite creative.

Pochi, forse, conosceranno Ed Catmull. Tutti o quasi, invece, conoscono i lungometraggi animati della Pixar, la casa di produzione cinematografica, specializzata in animazione computerizzata, di cui Catmull è presidente dopo averla fondata nei lontani anni ’80 con Steve Jobs.

Quello di Catmull è un talento enorme: come imprenditore e come sviluppatore. Ma questo talento non avrebbe dato i suoi frutti senza una squadra composta da centinaia di persone che, negli anni, ha affinato tecniche e competenze.

L’innovazione segue percorsi imprevedibili

Innovazione in azienda: la Pixar ne è un valido esempioIl caso della Pixar, secondo la Hill, dimostra anche quanto i processi creativi non possano essere ricondotti a uno schema e siano il frutto di percorsi sfuggenti, disordinati, caotici, pieni di ostacoli, errori, autogol.

E spesso l’innovazione (una scoperta scientifica, una tecnica produttiva inedita, una trovata letteraria) proviene da elementi imprevisti e casuali: palle da cogliere al balzo adoperando la capacità, definita serendipity dal sociologo Robert K. Merton, di sfruttare a proprio vantaggio situazioni impreviste e imprevedibili.

Per questa ragione chi dirige un’azienda, o semplicemente un gruppo di lavoro, deve alimentarne il dibattito interno. Incoraggiare le differenze e la diversità di opinioni, piuttosto che imporre un pensiero unico. Sviluppare processi aperti e flessibili, senza inibire la libertà dei singoli di agire e di pensare in autonomia.

Un buon manager accetta il confronto

Ma promuovere l’innovazione richiede alla dirigenza un deciso cambio di rotta e un approccio più umile: dove non contano il grado gerarchico o il prestigio personale ma la capacità di fornire soluzioni davvero utili e convincenti.

Innovazione in azienda: in Google nasce dal confrontoMagari mettendo a confronto diversi gruppi di lavoro: come ha fatto Google che, per risolvere un problema di infrastruttura, ha composto due team che hanno elaborato, in parallelo, ciascuno una propria soluzione.

Alla lunga non solo la soluzione vincente, ma anche quella scartata ha avuto tanto da insegnare fornendo intuizioni feconde per il futuro.

Perché idee e proposte che all’inizio sembrano inutili e fallimentari, talvolta, si riveleranno istruttive e preziose per nuovi progetti e nuove esperienze.


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